L'EDUCAZIONE NEL MONDO GRECO
Nell'educazione
greca l'ideale etico è quello dell'arté ovvero della virtù. I
poemi omerici Iliade e Odissea, che assemblano materiali di
quell'epoca, esaltano rispettivamente la virtù guerriera e la virtù
intellettuale.
Sparta
e Atene costituiscono due modelli antitetici dal punto di vista
politico ed educativo. A Sparta vige una monarchia e l'educazione è
di fatto una sorta di addestramento militare che vuole formare bravi
soldati. Ad Atene si sono sviluppate istituzioni democratiche e
l'educazione si propone di formare buoni cittadini. La partecipazione
agli organi di governo richiede un'educazione ricca e un'adeguata
preparazione culturale.
Nel
contesto dell'Atene democratica compaiono i sofisti, insegnanti a
pagamento di dialettica e retorica. Essi insegnano la virtù
politica, ossia la capacità di convincere l'uditorio delle proprie
tesi, demolendo quelle avversarie. Sono anche promotori di una
cultura enciclopedica, ma negano l'esistenza di valori assoluti e la
possibilità di raggiungere una conoscenza certa.
Educazione
Ateniese
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Platone
segue la strada tracciata da Socrate in un progetto di riforma
culturale. Nella Repubblica1 egli descrive uno Stato ideale,
guidato dai filosofi e prospetta un percorso educativo destinato ai
migliori provenienti da ogni classe sociale. Lo scopo dell'educazione
è formare le tipologie di cittadini necessari allo Stato a partire
dalle attitudini naturali di ciascuno. Nelle Leggi, dove
formula un progetto politico più concreto, Platone estende il suo
programma educativo a tutti i cittadini.
In contrapposizione sia alla pretesa platonica di raggiungere la verità sia al progetto dei sofisti di insegnare una pura arte del discorso, Isocrate fonda una scuola nella quale vengono trasmessi un ampio sapere enciclopedico e la retorica. Obiettivo di Isocrate è di formare uomini politici all'altezza della situazione, molto abili dialetticamente ma anche saldi di principi morali.
Al
pari di Platone, Aristotele è sia un filosofo sia un insegnante sia
un teorico dell'educazione. Le sue riflessioni sull'educazione si
sviluppano all'interno di una riflessione etico-politica, incentrata
sul tema della felicità che, per Aristotele coincide con l'attività
intellettuale, e le funzioni dello Stato. Secondo Aristotele,
infatti, l'educazione, a partire dai 7 anni, deve essere affidata
allo Stato, che si propone la perfetta formazione armonica dell'uomo,
attraverso uno sviluppo fisico, intellettuale e morale.
In
età ellenistica, mentre va articolandosi il sistema educativo,
l'ideale di una felicità privata prende il sopravvento sull'ideale
del cittadino impegnato, in seguito alla fine delle città-stato ed
al prevalere degli imperi. Gli ideali educativi mutano di
conseguenza. Plutarco propone gli esempi storici come modelli di
virtù invece di descrivere alti ideali, mentre Sesto Empirico,
criticando la possibilità di una conoscenza certa, sottolinea
l'importanza dell'esperienza per l'apprendimento.
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